terribilmente banALE in barba alla noia |
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| Restate tranquilli... Non son che POSTILLE | |
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Risolto il mistero del nick e non soloSe non sapete come si fa lui è 77 Guadagno il colore del grano![]() ADORO1. Le Persone
2. La Cultura 3. La Musica 4. La Poesia 5. Il Cinema DISDEGNO1. Le persone
2. La circostanza 3. e La famiglia 4. che sentitamente 5. ringrazia ho annoiatoDicono di me (l'angolo dell'egocentrismo)BAUSTELLE: Vagamente psichedelica, la mia amica era una STRONZA
MARCO MASINI: sono d'accordo PADRE PIO: confermo. GESù: c'è stato un tempo in cui riusciva perfino a stimare suo fratello. RINO GAETANO: e pensare che suo fratello era come il mio, anzi, un pò peggio. LINDO FERRETTI: le avevo detto di non vendere la sua primogenitura per un piatto di lenticchie CECCO ANGIOLIERI: Finalmente ho avviato le pratiche per adottarla. ALESSANDRA CRISTOFARI: Mi tatuo le ali, embè?! Prozac+: Abbiamo dovuto usare il nome in codice Betty per dedicarle una canzone PESSOA: Peccato essere morto prima che nascesse, avrei voluto tanto incontrarla. MOCCIA: La deve smettere di prendermi in giro! Sto spendendo una fortuna dall'analista! MAX GAZZé: pensa un pò a se stessa..Alessandra ride di gusto se le giuro che la voglio sposare, fa una piroetta strana ma io sotto sotto ci rimango male BUNUEL: Non le sarò mai grato abbastanza per la chicca della luna tagliata col rasoio. L'ABUSIVO DEL QUBE: la mia beLa! MEDIA SHOPPING: E' una cliente eccezionale! COLLA: Strappava quaderni e partecipava a manifestazioni di forza italia PROFESSORE DI ESTETICA: Spiegare le lezioni con le pagnotte mi ha aperto una nuova prospettiva! PADRONA RISTORANTE CINESE: Grazie al suo contributo economico, possiamo organizzare party musicali! LINEA77: Ma come non era una giornalista!? E che cazzo stava facendo nel nostro camerino? BRIDGET JONES: Mi ha veramente rotto il cazzo con la cecenia! CASALINGA DELL'EUROSPIN: E' una stronza, mi ha detto di lasciare la frustrazione a casa, quando vado a fare la spesa! ABUSIVO DEL TODIS: Mi ha insegnato il mestiere! Ero un novello, quando mi spiegò che si poteva parcheggiare anche in mezzo -perché ce passa un autotreno-, le sarò grato per sempre! OTTO: BU BU BU BU BU BU BU La chiave della felicitàE allora non parlavo di boa, di foreste primitive, di stelle. Mi abbassavo al suo livello. Gli parlavo di bridge, di golf, di politica, di cravatte. E lui era tutto soddisfatto di aver incontrato un uomo tanto sensibile.
Uno, nessuno e centomila...Io sono vivo e non concludo. La vita non conclude. E non sa di nomi, la vita. Quest'albero, respiro trèmulo di foglie nuove. Sono quest'albero. Albero, nuvola; domani libro o vento: il libro che leggo, il vento che bevo. Tutto fuori, vagabondo. Rinascere attimo per attimo. Impedire che il pensiero si metta di nuovo in me a lavorare...La città è lontana. Muoio ogni attimo, io, e rinasco nuovo e senza ricordi: vivo e intero, non più in me, ma in ogni cosa fuori...
Vanno tutelate anche le cazzateQuesto come ogni altro blog è tutelato dalla legge 675 del 1996 (tutela della privacy), dall'estenSione della suddetta avutasi con il Decreto Legislativo N°196 del 30/06/2003 e dalle norme costituzionalmente garantite al Nome, alla persona ed all'immagine ed all'onore.
QUINDI tutto il materiale (scritto e fotografico, nomi, dati, testi) pubblicato sul mio blog non può essere utilizzato senza il permesso mio o dei rispettivi autori, pena denuncia alla Polizia Postale. Lo stesso vale per la diffamazione e la calunnia, che seguono il medesimo regime giuridico-penale della calunnia e/o diffamazione a mezzo stampa (diritto lesivo dell'onore), quindi si sporge lo stesso tipo di denuncia ed iter burocratico. Ciò vale anche nel caso di anonimi, poichè la Polizia Postale può richiedere l'elenco degli IP che hanno effettuato l'ingresso al blog. GRAZIE Lui è il gatto ed io la volpestiamo in società, di noi ti puoi fidar... Puoi parlarci dei tuoi problemi, dei tuoi guai..I migliori in questo campo, siamo noi
è una ditta specializzata, fa un contratto e vedrai che non ti pentirai... non capita tutti i giorni di avere due consulenti due impresari, che si fanno in quattro per te!...tu ci cedi tutti i diritti e noi faremo di te un divo da hit parade!... di noi ti puoi fidare!.... who needs reasons?![]() Se lo meritanoCambiamo l'impedenza in otto ohm
La cosa più speciale che mi potessi offrire:un lampo di infinità...Rimani così nel sogno che sei e lasciati accarezzare
Se desideri essere accanto a qualcuno che ami, non ci sei forse già?![]() Vola libera e felice, al di là dei compleanni, in un tempo senza fine, nel persempre. Di tanto in tanto noi c'incontreremo - quando ci piacerà - nel bel mezzo dell'unica festa che non può mai finire. Lust For LifeAbout something called love
Yeah, something called love Well, that's like hypnotising chickens l'arte dell'eccesso, nello sguardo fiero e malinconico di un autoritratto![]() I banali. Mi tatuo le ali. http://www.myspace.com/ibanali _io sono allegra perché sono cretina_Lucini"Per chi, per chi, questa lirica nuova, che bestemmia, sorride, condanna e sogghigna, accento sonoro e composto dell'anima mia, contro a tutti, ribelle e superbo, in codesto rifiuto imperiale d'astrusa prosodia?"
Per non dimenticare![]() Anna Politkovskaja "Mi dicono spesso che sono pessimista, che non credo nella forza della gente, che ce l'ho con Putin e non vedo altro. Vedo tutto, io. E' questo il mio problema. Vedo le cose belle e le cose brutte. Vedo che le persone vogliono cambiare la loro vita per il meglio ma che non sono in grado di farlo, e che per darsi un contegno continuano a mentire a se stesse per prime, concentrandosi sulle cose positive e facendo finta che le negative non esistano" Cos'ha lei all'attivo? Io, una disperata vitalità.
-Pasolini- _silence is not easy_What I believe, I'll wail. What I Know, believe; And what I can redress as I shall find the time to friend, I will. -MACBETH- IncontroE pensavo dondolato dal vagone "cara amica il tempo prende e il tempo dà, noi corriamo sempre in una direzione, ma qual sia e che senso abbia chi lo sa... Restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento, le luci nel buio di case intraviste da un treno: siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa e il cuore di simboli pieno..." Se il signor G fosse DioIo se fossi Dio
e io potrei anche esserlo sennò non vedo chi. Io se fossi Dio non mi farei fregare dai modi furbetti della gente non sarei mica un dilettante sarei sempre presente. Sarei davvero in ogni luogo a spiare o meglio ancora a criticare appunto cosa fa la gente. Per esempio il piccolo borghese com’è noioso non commette mai peccati grossi non è mai intensamente peccaminoso. Del resto, poverino, è troppo misero e meschino e pur sapendo che Dio è più esatto di una Sveda lui pensa che l’errore piccolino non lo conti o non lo veda. Per questo io se fossi Dio preferirei il secolo passato se fossi Dio rimpiangerei il furore antico dove si odiava e poi si amava e si ammazzava il nemico. Ma io non sono ancora nel regno dei cieli sono troppo invischiato nei vostri sfaceli. Io se fossi Dio non sarei così coglione a credere solo ai palpiti del cuore o solo agli alambicchi della ragione. Io se fossi Dio sarei sicuramente molto intero e molto distaccato come dovreste essere voi. Io se fossi Dio non sarei mica stato a risparmiare avrei fatto un uomo migliore. Sì, vabbe’, lo ammetto non mi è venuto tanto bene ed è per questo, per predicare il giusto che io ogni tanto mando giù qualcuno ma poi alla gente piace interpretare e fa ancora più casino. Io se fossi Dio non avrei fatto gli errori di mio figlio e sull’amore e sulla carità mi sarei spiegato un po’ meglio. Infatti non è mica normale che un comune mortale per le cazzate tipo compassione e fame in India c’ha tanto amore di riserva che neanche se lo sogna che viene da dire “Ma dopo come fa a essere così carogna?” Io se fossi Dio non sarei ridotto come voi e se lo fossi io certo morirei per qualcosa di importante. Purtroppo l’occasione di morire simpaticamente non capita sempre e anche l’avventuriero più spinto muore dove gli può capitare e neanche tanto convinto. Io se fossi Dio farei quello che voglio non sarei certo permissivo bastonerei mio figlio sarei severo e giusto stramaledirei gli inglesi come mi fu chiesto e se potessi anche gli africanisti e l’Asia e poi gli americani e i russi bastonerei la militanza come la misticanza e prenderei a schiaffi i volteriani, i ladri gli stupidi e i bigotti perché Dio è violento! E gli schiaffi di Dio appiccicano al muro tutti. Ma io non sono ancora nel regno dei cieli sono troppo invischiato nei vostri sfaceli. Finora abbiamo scherzato. Ma va a finire che uno prima o poi ci piglia gusto e con la scusa di Dio tira fuori tutto quello che gli sembra giusto. E a te ragazza che mi dici che non è vero che il piccolo borghese è solo un po’ coglione che quell’uomo è proprio un delinquente un mascalzone, un porco in tutti i sensi, una canaglia e che ha tentato pure di violentare sua figlia. Io come Dio inventato come Dio fittizio prendo coraggio e sparo il mio giudizio e dico: speriamo che a tuo padre gli sparino nel culo, cara figlia. Così per i giornali diventa un bravo padre di famiglia. Io se fossi Dio maledirei davvero i giornalisti e specialmente tutti che certamente non sono brave persone e dove cogli, cogli sempre bene. Compagni giornalisti avete troppa sete e non sapete approfittare delle libertà che avete avete ancora la libertà di pensare ma quello non lo fate e in cambio pretendete la libertà di scrivere e di fotografare. Immagini geniali e interessanti di presidenti solidali e di mamme piangenti. E in questa Italia piena di sgomento come siete coraggiosi, voi che vi buttate senza tremare un momento. Cannibali, necrofili, deamicisiani e astuti e si direbbe proprio compiaciuti. Voi vi buttate sul disastro umano col gusto della lacrima in primo piano. Sì, vabbe’, lo ammetto la scomparsa dei fogli e della stampa sarebbe forse una follia ma io se fossi Dio di fronte a tanta deficienza non avrei certo la superstizione della democrazia. Ma io non sono ancora del regno dei cieli sono troppo invischiato nei vostri sfaceli. Io se fossi Dio naturalmente io chiuderei la bocca a tanta gente nel regno dei cieli non vorrei ministri né gente di partito tra le palle perché la politica è schifosa e fa male alla pelle. E tutti quelli che fanno questo gioco che poi è un gioco di forza ributtante e contagioso come la lebbra e il tifo e tutti quelli che fanno questo gioco c’hanno certe facce che a vederle fanno schifo che sian untuosi democristiani o grigi compagni del Pci. Son nati proprio brutti o perlomeno tutti finiscono così. Io se fossi Dio dall’alto del mio trono vedrei che la politica è un mestiere come un altro e vorrei dire, mi pare Platone che il politico è sempre meno filosofo e sempre più coglione. È un uomo a tutto tondo che senza mai guardarci dentro scivola sul mondo che scivola sulle parole anche quando non sembra o non lo vuole. Compagno radicale la parola compagno non so chi te l’ha data ma in fondo ti sta bene tanto ormai è squalificata compagno radicale cavalcatore di ogni tigre, uomo furbino ti muovi proprio bene in questo gran casino e mentre da una parte si spara un po’ a casaccio dall’altra si riempiono le galere di gente che non c’entra un cazzo. Compagno radicale tu occupati pure di diritti civili e di idiozia che fa democrazia e preparaci pure un altro referendum questa volta per sapere dov’è che i cani devono pisciare. Compagni socialisti ma sì, anche voi insinuanti, astuti e tondi compagni socialisti con le vostre spensierate alleanze di destra, di sinistra, di centro coi vostri uomini aggiornati nuovi di fuori e vecchi di dentro compagni socialisti, fatevi avanti che questo è l’anno del garofano rosso e dei soli nascenti fatevi avanti col mito del progresso e con la vostra schifosa ambiguità ringraziate la dilagante imbecillità. Ma io non sono ancora nel regno dei cieli sono troppo invischiato nei vostri sfaceli. Io se fossi Dio non avrei proprio più pazienza inventerei di nuovo una morale e farei suonare le trombe per il Giudizio universale. Voi mi direte: perché è così parziale il mio personalissimo Giudizio universale? Perché non suonano le mie trombe per gli attentati, i rapimenti i giovani drogati e per le bombe. Perché non è comparsa ancora l’altra faccia della medaglia. Io come Dio, non è che non ne ho voglia io come Dio, non dico certo che siano ingiudicabili o addirittura, come dice chi ha paura, gli innominabili ma come uomo come sono e fui ho parlato di noi, comuni mortali quegli altri non li capisco mi spavento, non mi sembrano uguali. Di loro posso dire solamente che dalle masse sono riusciti ad ottenere lo stupido pietismo per il carabiniere di loro posso dire solamente che mi hanno tolto il gusto di essere incazzato personalmente. Io come uomo posso dire solo ciò che sento cioè solo l’immagine del grande smarrimento. Però se fossi Dio sarei anche invulnerabile e perfetto allora non avrei paura affatto così potrei gridare, e griderei senza ritegno che è una porcheria che i brigatisti militanti siano arrivati dritti alla pazzia. Ecco la differenza che c’è tra noi e gli innominabili: di noi posso parlare perché so chi siamo e forse facciamo più schifo che spavento di fronte al terrorismo o a chi si uccide c’è solo lo sgomento. Ma io se fossi Dio non mi farei fregare da questo sgomento e nei confronti dei politicanti sarei severo come all’inizio perché a Dio i martiri non gli hanno fatto mai cambiar giudizio. E se al mio Dio che ancora si accalora gli fa rabbia chi spara gli fa anche rabbia il fatto che un politico qualunque se gli ha sparato un brigatista diventa l’unico statista. Io se fossi Dio quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio c’avrei ancora il coraggio di continuare a dire che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia cristiana è il responsabile maggiore di vent’anni di cancrena italiana. Io se fossi Dio un Dio incosciente, enormemente saggio c’avrei anche il coraggio di andare dritto in galera ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora quella faccia che era. Ma in fondo tutto questo è stupido perché logicamente io se fossi Dio la Terra la vedrei piuttosto da lontano e forse non ce la farei ad accalorarmi in questo scontro quotidiano. Io se fossi Dio non mi interesserei di odio e di vendetta e neanche di perdono perché la lontananza è l’unica vendetta è l’unico perdono. E allora va a finire che se fossi Dio io mi ritirerei in campagna come ho fatto io. Mi viene il vomitoMi guardo in giro e ammiro cose mai viste, puttane moraliste miste a mistiche sataniste, sono triste, qualcuno mi dica se esiste una briciola di coerenza, senza questa non mi resta che menare il DJ della festa; e basta! Hai rotto il cazzo co' sto disco, non digerisco l'underground, ti finisco giusto al primo round. Sti masticapasticche io l'impiccherei, mo' smamma, va da mamma...diserta 'sto posto di merda, lascia stare, co' 'sto volume non riesco a parlare. Io mi chiedo chi cazzo me lo fa fare. "Ok! Allora tutti al concerto dei Gotici della Morte". 'Sti quindicenni c'hanno la malaria, la faccia pigra, fanno già uso di Viagra, nella sagra degli stolti gli stolti sono molti, folti stormi di gotici morti stateve accuorti! Predicano morte, vogliono morte, morte a palate, se vi piace la morte spiegate... pecché nun v'ammazzate? hanno lasciato tutti il cervello sul comodino, sul palco si vomita, tra noi ci si sgomita, andate a cagare! Mi sta venendo pure il mal di mare. Io mi chiedo chi cazzo me lo fa fare. "Vabbé allora si va tutti quanti allo stadio". Lasciami solo tipo Rita Pavone se vai a vedere la partita di pallone perché non vengo con te, quella non é brava gente, s'impone violentemente, a spinte, smantellate immediatamente. Slogan teppisti che sanno di inni fascisti, su 'sti spalti stanno tifosi misti a terroristi, hai voglia a stare triste se ci scappa l'omicidio, sta caciara mi da un senso intenso di fastidio. Hooligans e svastiche binomio perfetto, ti metterei quel palo dritto nel culetto con lo scudetto, troppi Ultrà cafoni senza nomi c'hanno mani armate, come diceva Antoine quelli ti tirano le pietre. Sputi, monetine, carta igienica. Domenica ci si porta anche la tromba per la carica, mi sa che nemmeno alla banca del seme ho visto tanti cazzi messi insieme a saltare, a volte vorrei risanare ma... Io mi chiedo chi cazzo me lo fa fare.
Ti à piaciato?![]() -Ma tutto quel che sono non ve lo posso dire a dirlo non son buona- | 30 Agosto 2009
Breviario.Silvio Berlusconi querela cinque zanzare colpevoli di averlo massacrato, nell'estate 2009. Il Presidente ha commentato così l'accaduto: "sono un'eredità della precedente legislatura". Alemanno si è unito al coro: "è colpa mia, avevo capito di far sparire zingari non zanzare" 14 Aprile 2009
Psicologia spicciola: “l’inutilità del futurista Tommasetti o del futurismo tuttoOvvero l’uomo che si credeva grande, perché ce l’aveva piccolo oppure l’uomo, che qualche anno più avanti, sarebbe rientrato solo nella categoria del coatto. 23 Febbraio 2009
Luca era gay, la vera storiaStavo sulla metro b quando ho incontrato un tizio... 12 Febbraio 2009
Magari fossi Bridget JonesSottotitolo: Sempre caro mi fu Corcolle 27 Gennaio 2009
La marcia giustaChe bel popolino 16 Gennaio 2009
Lentamente MoreLentamente muore 17 Dicembre 2008
Insonnia e veritàHo voglia di sdoganare le mie verità, come Fabrizio Moro a Sanremo o il Bidello dell’Isola a Porta a Porta. La giunta dei nuovi, mi trova assolutamente d’accordo sul riscrivere la storia e sul controllare l’informazione veicolando ogni tipo di canale. Forse iniziò un dì, un santo uomo di cui possiamo diventare fan su Facebook, quando disse: “Volemose Bene” Ma davvero sento nell’aria il bisogno di amare il prossimo e perdonare i torti subiti, forse è il Natale alle porte. Così, dopo aver perdonato tale Ugolina Persichetti per il furto subdolo di una gomma staedtler in terza elementare (le bastò scrivere il suo nome sopra per attestarne la proprietà, mi ricorda qualcuno che attua leggi ad personam, ma non ricordo esattamente chi… e comunque col cazzo che l’ho accettata tra gli amici di myspace), oggi sposto la mia attenzione verso personaggi di un certo rilievo -tengo a sottolineare che sempre per oggi, ma solo per oggi, chiamate chiamate chiamate perché l’offerta è valida solo oggi- non prenderò in considerazione Giuliano Terrara poiché troppo impegnato a testare il nuovo menù messicano di mc donald’s, nemmeno Biondetta perché troppo impegnato a convincere sua nonna che a 95 anni non si potrebbe, ma si può ancora lavorare… (In caso contrario è pur lecito essere additati come comunisti imparentati con terribili esseri umani residenti da Trieste in giù.) No, niente di tutto ciò desta un minimo di considerazione; è il caso, invece, di ricordare la splendida fioritura del 1978 dei broccoli di Pacciani, sarà stato pure un mostro però che verdura che tirava su… Ma soprattutto, in questo periodo, non si può non menzionare un piccolo ometto tedesco, che fece grande la Germania… Memorabile la cordialità con i vicini di casa, che lo ricordano innaffiare gardenie, per non parlare delle giornate che lo vedevano impegnato in tornei col dolceforno non indifferenti. Inoltre si prodigò per anni, nel creare centri di accoglienza per stranieri, dando vita all’idea dell’ostello tuttora in uso -sebbene vi siano state apportate delle modifiche, dovute ad un maggiore livello di civiltà della razza umana- dove provvedeva ad organizzare soggiorni di dubbio comfort. Ad esempio l’attualissima pellicola Hostello si ispirò proprio al periodo Porajmos: torturati, violentati e uccisi (un finale sempre attuale quando si parla di guerra) Davvero, un piccolo grande uomo, vivo nella memoria di tutti e in qualche svastica affiancata a un -forza Juve- o -Lazio merda-. Pensieri che mi disturbano la giornata e a sera, non resta che banchettare con calamari al cadmio, scommettere sul nuovo livello acque del temporale fuori la finestra (non è niente, il Tevere è un gigante buono! Ahcheddanno t’ha detto culo che abbia smesso de piove), naturalmente sorseggiando un calice di vino al metanolo. Sono davvero invidiosa di chi si preoccupa delle condizioni del ginocchio di Gattuso e di come passare il Capodanno. 19 Ottobre 2008
Vieni a fare un giro in libreria.“E Mooo?!” 17 Settembre 2008
Un giorno incredibilmente perfetto.
20 Maggio 2008
I casi della vitaSono Maria, tutti conoscono il mio mazzo di carte. Nel 2000 non mi bruciano più, ne ho viste di fiamme, di accuse. Quante volte avrai pensato buffona e quante volte ti avrà sfiorato la curiosità di conoscere il futuro, l’amore… La verità è che puoi solo fingere di non avere bisogno che io ti riveli l’oscuro per otto euro iva compresa al telefono. La chiamano truffa, io VI chiamo solitudine. 12 Aprile 2008
Una poesia anche per te, pure se ti chiami ArmandoTu lo sapeviTu lo sapevi 12 Febbraio 2008
Ma per fortuna o purtroppo"Improvvisamente l'inverno scorso" documentario che racconta il paese della vicenda DICO. Gustav e Luca, coppia nella vita e sul set, intervista Rocco Bottiglione («Senza figli non c’è famiglia!»), Paola Binetti (del PARTITO DEMOCRATICO -"L'omosessualità è una devianza della personalità") etc etc. La pellicola è stata distribuita in paesi europei, Nell'Italia di Ratzinger i distributori sono paralizzati. ![]() Questo bel Paese pieno di poesia ha tante pretese ma nel nostro mondo occidentale è la periferia. UN NOSTALGICO ![]() L'aborto è un omicidio" Parola di Giuliano Ferrara. "Ho raccontato di essere stato complice di tre aborti. Li ho vissuti come un delitto morale, un atto di violenza contro me stesso, le mie compagne di allora e contro le creature che oggi avrebbero 25, 30, 35 anni. Dietro questa battaglia c'è anche la nostalgia della paternità mancata. Non vivo una crisi esistenziale, mi rendo conto però del significato di avere rifiutato quei tre figli" Puttanate vestite come spunti di riflessione: la libertà di una donna è inviolabile. La Chiesa metterà in dubbio anche questo. Mi scusi Presidente se arrivo all'impudenza di dire che non sento alcuna appartenenza 18 Gennaio 2008
"Basta che me lo DICI" _Citazioni (semi)Famose_Ringrazio tutti voi per il contributo: “Ho origini greche” “Hai parlato con tuo nonno?!” “No, l’ho letto su internet” “Ho scoperto una sala da the bellissima sulla tiburtina, i tavolini danno su una vetrata ampia e luminosa…” “Ma non sarà mica quella con vista sul carcere di Rebibbia?!” “Sì, brava!” “Tutto fumo e niente arrosto” disse Bob Marley “Sai cos’è un uomo solo?” “Uno che non perde tempo a dividere il conto al ristorante” “Ho un tumulto dentro, ma fuori non si muove niente” “Vabbè, tanto aerobica c’è domani” “Sto preparando una sfilata sul culto del bello” “Dove la fai?” “Alla sagra delle mele cotogne” “Ho scelto il divano letto per quando verrai a trovarmi” “E la casa dove metterlo quando la scegli?” “Ma stava in offerta!” “Di dove sei?” “Di qua vicino, Mio Malgrado” “E in che nazione si trova?! “Mi scrivi sul giornale che vendo cuccioli di pastore?” “Mica scrivo su portaportese!” “Quando nel negozio in cui lavori, viene a fare acquisti Tiberio Timperi, capisci che il tuo è davvero un lavoro di merda” “Porca sì, ma donna!” “C’ho lo spleen!” “E che è?! Lo sai che non so tecnologica!” “Sorridi anche quando sei triste, tuttavia non ti chiami Pippo Franco” Jim Morrison “Jim Morrison, non avrebbe mai detto Tuttavia!” “Sto studiando L’Arano, mica faccio l’Agrario” “Anche perché sennò era l’Aratro!” “AVVERTENZA: Le immaggini che publico nel blog sono prelevate da internet, i copyright sono dei rispettivi autori e con la loro publicazione non inendo lederli, se chiunque di loro non gradisca che le utilizzi basta che me lo dici” tratto dal blog di un giovane.it e come disse qualcuno: “Magna pure tranquillo!” 08 Gennaio 2008
Le Avventure a Tavola, di Ronnie a Tivoli, vol.1Sfrecciava nella notte, correva a bordo della sua -Innocenti 4 marce- il nostro amico Oronzo Ponzipo, per gli amici Ronnie. Si teneva sveglio con sorsate di Caffè Borghetti, corretto con due gocce di Mastro Lindo, per sgrassare bene l’intestino. Dawid Bowie suonava in quella sola cassa: “we could be heroes, just for one day”, in cuor suo sapeva bene che lui manco per quello, mentre le ruote saltavano via a ogni dosso artificiale di Via Tiburto. A Tivoli mangi poco, giusto due pizzette alle Torri, se di mestiere fai l’investigatore privato. In fondo era Tivoli mica Città della Pieve, dove i Carabinieri ogni settimana sono più impegnati dei Ris di Parma. Adottato dalla famiglia Ponzipo, a 18 anni incontrò la sua vera madre Ernestina Parapa, in concomitanza della morte della sua madre adottiva, Ponzipo senior si fece forza e confessò tutto al figlio. In qualche modo quei due cognomi gli avevano dato la vita e così pensò di unirli come simbolo di forza. Ernestina scomparve, schifata della sua conoscenza, attualmente vive in Brasile e di suo figlio dice: “Migghiu la peste”. Suo padre se ne andò poco dopo per un infarto quando gli confessò di voler buttare il diploma di perito agrario per quella carriera.. A Ronnie resta di lui solo l’Innocenti, le 4 marce e lo studio scavato nel tronco dell’Alberone, al centro della città. Gli scarsi profitti forse derivavano proprio dal nome della ditta… Ogni volta che qualcuno telefonava sentiva dall’altra parte della cornetta: -Parapaponzipo, di Ponzipo- e puntualmente la linea cadeva. Ronnie, era consapevole del nome ridicolo ma per quella profonda questione non poteva farne a meno. A settembre 1998, fiero e baldanzoso come si conviene per ogni vero uomo, si presentò da un aggancio in zona, un certo Cicalone Settimio, per sciogliere un mistero e fare un salto di carriera… Ronnie: “Mi hanno detto che sai tutto sul Tempio della Sibilla” Cicalone: “Certo Oronzo, sono la persona giusta, cosa ti serve? Devi aprire un wine bar? Un lounge bar? Un punto d’informazioni per turisti?” Ronnie: “No, vorrei capire perché da mezzo secolo c’è un ristorante all’interno del Tempio” Cicalone: “Non è dentro, i tavolini sono intorno!” Ronnie: “E non ti sembra uno scempio?” disse, scaldandosi un po’. Cicalone: “Eccheccazzo Ronnie, non vedi che è settembre, e basta co ‘ste cazzate, ho da fare con i preparativi per la Sagra Del Pizzutello!” E così il tentativo di riportare un po’ di dignità all’arte svanì, in fondo non c’era mai riuscito nessun assessore ai beni culturali, figuriamoci lui che della Fletcher aveva solo il muso da cane. Ronnie, però nutriva la necessità di vestirsi da paladino e così iniziò una nuova battaglia: scoprire come mai a Tivoli fioccassero in continuazione multe dei vigili urbani con la stessa facilità in cui si vedeva alle 18 ogni giorno, -una Punto della Municipale parcheggiata in divieto di sosta davanti Carlo Centro Calzature con la sua vigilessa a bordo che si era fermata giusto a prendere un chilo di pane, ripartire senza cinta parlando al cellulare- Quella sera del 25 dicembre 2007, raccontava proprio questo Ronnie, seduto al Bar di Pica L’Automa, l’unico posto che trovereste aperto anche il giorno del suo funerale. Pica puliva con lo straccio il banco e Ronnie continuava: “e perché Flo, può parcheggiare davanti l’entrata di Villa Gregoriana, in pieno giorno e io no?” Pica, si fermò un attimo tirò via lo straccio con un colpo secco e disse, per la prima volta dopo quindici anni, una frase: “Perché non conti un cazzo Ronnie” 07 Gennaio 2008
Quella che chiamiamo verità, è solo un’altra bugia ma meglio pubblicizzata“Molto bene, ma per una volta in vita tua ti conviene ascoltarmi, perché non te lo ripeterò due volte. A me non interessa il tuo mondo e non mi interessa la tua gente. Può darsi che di tanto in tanto mi affezioni a qualcuno, ma è quasi sempre come se mi affezionassi a una tartaruga d’acqua: la guardi che prende il sole sulla terrazza, ma non ti senti legato a lei, mi segui? Io non ho bisogno di nessuno, tu invece sì: ti serve un pubblico che ti ammiri, specchi che riflettano le varie sfaccettature della tua grandezza: moglie, figli, amante, genitori, amici, clienti, dipendenti, viaggiare in prima classe, vincere trofei, suonare Debussy, guidare una Lotus, soddisfare sessualmente le donne. Io no. E lo sai perché? Perché l’unica forma di ammirazione che la gente conosce è una specie di velata invidia, e io non voglio essere invidiato: mi fa schifo, mi vergogna, mi scoccia, lo capisci? E ti dirò di più: è anche possibile che per un certo periodo io sia stato malato davvero: malato di solitudine, come il Brutto Anatroccolo, o come un uomo di Neanderthal, ritto e imberbe in un mondo di uomini Cro-Magnon; così malato che ho persino deciso di esplorare il resto del pianeta per cercare gli altri cigni. Ma ho scoperto che i cigni non esistono, o al massimo ce ne sono uno o due su ogni cento anatre, qui come a Giacarta. E’ stata dura da accettare, ma alla fine mi sono abituata all’idea. Da allora preferisco isolarmi da questo mondo che avete inventato così male. Cosa suggerisci? Sostituire la birra con la palestra? Le puttane con una moglie alla quale interesso solo perché posso darle dei figli e un’amante che mi fa un pompino ogni tanto, giusto per consolarmi? Grazie tante, ma sono fatto alla mia maniera, mi godo la vita come mi pare e questo è già molto più di quello che la maggior parte della gente potrebbe dire di sé” Pablo Tusset 29 Novembre 2007
Alla ricerca di DioAeroporto di Ciampino, ore 9.30 a.m. in fila al check in
Marta: Dopo questo viaggio cambierà tutto, te ne rendi conto? Al ritorno, le nostre vite non saranno più le stesse. E’ la scelta necessaria per essere felici. Gaetano, certi percorsi sono necessari, non si può dire no alle sfaccettature del destino.
Gaetano: Oh, Marta cara faremo come dici. Andremo in Sicilia e porteremo a casa tante granite, ne nascerà un business… Spero tanto diventerai la paladina del surgelato, come tuo padre chiese sul letto di morte.
Marta: Che intuitore! Capì subito la svolta dei –quattro salti in padella- e ora io ho pensato alle granite!
Gaetano: Faremo studiare il prodotto ai cinesi e vedrai, entro una settimana saranno in grado di riprodurlo altrimenti…
Marta: Altrimenti cosa, mio merluzzo panato?
Gaetano: Oh tellina mia, altrimenti li rinchiuderò di nuovo nelle gabbie come polli da batteria!!!
Marta: Non ti scaldare, è grazie a loro se siamo diventati ricchi, tutti sanno che il nostro pollo “3 minuti” è il piatto più amato dai bambini!
Gaetano: Perdonami, se sono stato scortese con loro.
Un uomo di età indefinita, con barba e capelli bianchi, si avvicina sgomitando.
Uomo età indefinita: Fatemi passare!
G & M: ma che maniere sonooo!
U.E.I. Chiudete il becco!!! ( Quanto state leggendo è un film americano, quindi anche se nessun italiano userebbe mai la suddetta espressione, noi siamo soliti tradurre così )
Marta: Ma chi ti credi d’essere!
U.E.I Sono Dio!
Marta: e io sono Moana Pozzi!
U.E.I me lo sentivo che era ancora viva.
Gaetano: Ma questo è matto!
U.E.I. Fate attenzione increduli! E tu Marta, guarda che ti brucio il castagneto!
Marta: Gaetà che je ce scoppiasse un furmine, ma questo edè paesano nostro! Li piasse ‘ncorpo su ppe ‘o collo! E’ de Caprarola!! Ma come dé che non li somigli a Mc Gyver?!
U.E.I Basta santo Dio! Sono DIOOOOOOO!
Le vetrine dell’aeroporto vibrano e il muro si sgretola lasciando uscire tutti i rumeni senza permesso di soggiorno, lì nascosti, in attesa di un momento come questo. Gaetano, preoccupato, guarda nel vuoto: teme di essere punito per aver detto quella cattiveria sui polli poco fa.
Marta a Dio: Vabbè non te scallà tanto! Le si brutto peròòò!
U.E.I. alias Dio: Guarda che l’uomo è lo specchio di Dio!
Marta: e se sarà rotto!
Dio: Questo spiega perché avete la disgrazia addosso.
Marta: Non ti facevo così superstizioso!
Dio: i miei sono di Napoli
Un’esistenzialista, in fila, non può fare a meno di intervenire
E: Dunque Dio, sei di Napoli, sappiamo qualcosa in più finalmente… Allora mi vuoi dire che non è vero nemmeno che la religione è l’oppio dei popoli? Soprattutto, che c’è dopo la morte? Che senso ha la vita? Qual è il motivo per cui esisto?
Dio: Vorrei saperlo anch’io.
E lo fulmina
Marta: LLe si cattivo!!
Gaetano bisbiglia a Marta: porta rispetto, ricordati che può moltiplicare il pesce! Potremmo fare soldi a palate, lo mettiamo al posto dei cinesi…
Dio: Posso sentirti idiota! Ma cosa credete che sia facile essere me, mi invocano, mi bestemmiano! “Dio fammi guarire” “Dio, fammi vincere” “Oh Dio, Oh Dio, vengoo!” E poi francamente non ne posso più di apparire ovunque…
Padre Pio scende dal bazar dei souvenir, lo guarda e dice: “Povera stella” poi, senza aggiungere altro, torna al suo posto giusto perché è buono di cuore.
Marta: Allora sei proprio Dio!
Dio: sì, perdio!
San Tommaso: Mi dispiace, ma io se non vedo, non credo!
Si avvicina una ragazza dello stand AMPLIFON alle loro spalle
R: mi dispiace, ma questa è la settimana di prevenzione gratuita per l’udito, non possiamo proprio aiutarla
S.T. Dio, allora io me ne vo, statte bene eh!
Per peggiorare la situazione alla bagaglino compare Pippo Franco, Dio lo guarda e urla:
Guarda, non aprì nemmeno bocca che già t’ho fatto campà abbastanza a te!
Pippo Franco scompare nell’etere, faticando un po’, perché il naso si incastra di tanto in tanto. Peccato, perché ci avrebbe stupito tutti: era vestito da donna. Per sedare gli animi, dal regno dei cieli, giunge Ponzio Pilato. Si avvicina alla coppia e tenta di calmarli con calorose pacche sulle spalle.
P.P. Che è successo? Cos’è questa agitazione?
La sua gentilezza viene interrotta, dal puzzo di pesce fracico che emana Gaetano. Ponzio Pilato, attraversato da conati di vomito, corre al gabinetto a lavarsi le mani.
Dio: Non c’è niente da fare, non cambierà mai.
Marta: Dio, ma perché stai qui, perchééééé?!
Si dimena fino a svegliarsi, è nel suo letto con suo marito. Per tranquillizzarsi, sgranocchia un sofficino che tiene sempre sul comodino per momenti come questo.
Marta pensa: Che strano sogno, certo però… Moltiplicare i pesci… Gaetà!!
Gaetano si sveglia d’improvviso: EHHHH!!!
Marta: prendi le pagine gialle!
Gaetano: Perché??!
Marta: Cerca Dio, poi ti spiego! 12 Novembre 2007
Noi, i ragazzi di Tartufelli.Flick, io e Flack trascorrevamo il nostro tempo giù al molo da Tartufelli Mario, l’unica taverna della zona. Certe sere da Tartufelli facevamo le 3, e che musica c’era quando suonava Ernesta La Zoppa, mancava sempre qualcosa negli assoli di batteria. Si stava bene, era un posto tranquillo fino all’arrivo dell’euro: poi non s’è parlato d’altro.
“Fausto, ti ricordi quando la benzina costava 1.900 lire?” “Sì, Egidio” “E ti ricordi a le pompe di Nora a 15.000 lire?” “Eh, bei tempi!” Flick e Flack riuscivano a digerire bene le giornate, io avevo sempre un certo malcontento almeno una volta al mese, forse perché sono una donna: è il peso della patata che mi schiaccia, quell’essere licenziata per la maternità, quell’essere mercificata sul posto di lavoro, quell’essere considerata sfornapagnotte e incapace alla guida, ricapitolando –essere donna-. Flick e Flack per darmi forza mi masterizzarono il cd di Anna Tatangelo, dicendo di prestare attenzione alla traccia che recitava: “essere una donna non vuol dire indossare solo una minigonna” Fu così che presi coraggio e indossai la tuta da meccanico, ma poco dopo realizzai quanto fosse faticoso e pesante quel mestiere per me, nonostante Flick e Flack mi pagassero una ricostruzione delle unghie a settimana, io non volevo smettere: non volevo darla vinta ai portatori di proboscide. Per godere di tutti i benefici delle pari opportunità, decisi di campare a peroni e bocce dopo il lavoro, quando il fegato iniziò a fare i capricci tornai da tartufelli: l’unico posto dove potevo sentirmi sempre a casa a discutere del tempo, dei rumeni e dei cinquanta euro che sono come le cinquantamila lire. Spesso Flick, io e Flack ci trovavamo coinvolti in risse, ormai eravamo abituati…La gente del posto doveva pur passare il tempo e un po’ per solidarietà, un po’ per non essere da meno ci prendevamo a testate tra di noi e spaccavamo bottiglie sul tavolo, tanto per aumentare il fragore poi bastava che Ernesta la Zoppa intonasse: “ le pensioni sono troppo basse” e di colpo i pugni sui denti si trasformavano in calorose pacche sulle spalle e tutti si trovavano d’accordo. Poi sono arrivati i cinesi anche qui e oggi da Tartufelli al massimo ci si comprano le mutande taroccate di Dolce e Gabbana, ma quando giro tra i reparti sento ancora il rumore dei vetri spaccati sulle teste e mi torna il sorriso… La cassiera dice:”Basta così?” e io fiera rispondo: -sì, ho già tutto- 26 Ottobre 2007
Se solo avessi un solariumSono difficile. Difficile e pallida. Troppo pallida, emaciata. Per il mio ex sono difficile perché parlo troppo di libri e lui è abituato a portare le cassette della frutta:
-non farmi discorsi complicati!- ma io volevo solo dire che pessoa non è una malattia, anche se le cose da un punto di vista depressivo sono strettamente collegate. –Fatti una lampada ogni tanto-, mi ha risposto. La mia amica d’infanzia Virginia mi ha fatto iscrivere a un corso prepara moglie, ad oggi riesco a: cucinare, stirare, riparare tubature, imbiancare e rammendare mutande contemporaneamente ma ancora non mi è chiaro il procedimento, per sopportare un uomo che rutta in poltrona col telecomando in mano. Dice che è questione di tempo, tutte noi possiamo aspirare a tanto, però dovrei farmi una benedetta lampada almeno due volte al mese. Io ce la metto tutta, non voglio mica rimanere zitella. Che cosa si direbbe in giro di una donna che mantiene il proprio cognome tutta la vita?! Che orrore. E’ davvero così difficile trovare quella persona speciale con cui condividere scoregge a letto per sempre?! In sostanza, l’unico a vedermi in gran forma è mio padre ma non è attendibile perché è morto: si fa presto a essere magnanimi in quelle condizioni; ogni tanto mi dice -sei più bianca di me-.. e io lo so, sì lo so che non c’ho capito un cazzo della vita, avrei dovuto fare l’estetista o aprire un solarium. 17 Ottobre 2007
Piccola raccolta delle battute penose
“Com'è l'acqua?” “Bagnata.” “Dai, di' qualcosa!” “Qualcosa.” “Ciao ragazzi, ci vediamo, e se non ci vediamo, accendiamo la luce.” “Ciao, ci vediamo, e se non ci vediamo, speriamo sia per colpa tua.” Portando in mano un libro spesso “Il peso della cultura...” “Tutto sommato è un bravo ragazzo” “Sì, quando dorme!” “Ahò, quella mica si trucca: si stucca! Anzi, si restaura!” “Sì, pare Moira Orfei!” “Quello è talmente grasso che si fa prima a saltargli sopra che a girargli intorno!” “Ti dimentichi sempre tutto! Ti scorderesti pure la testa se non ce l'avessi attaccata al collo!” “Quant'è brutto quello! Sembra un quadro di Picasso” “Lprespassn” “Eh?” “'Sto cazzo!” “Come ti sa questa cosa?” “Mah, non mi dice niente” “Anche perché non parla...” “Ahò, se dai un'altra capocciata diventi intelligente!” “Come va la ferita” “M'hanno messo sei punti: c'ho preso la tuta e il borsone.” “Con quel naso che si ritrova se a tavola fa no con la testa sparecchia e se fa sì affetta il pane!” “E che cazzo!" "Modera il linguaggio, ci sono dei bambini qui" "Capirai, questi te le insegnano loro le parolacce!" “Te mica metti lo zucchero nel caffè! Te metti il caffè nello zucchero!” “E' tanto amara la vita, lasciami almeno prendere il caffè dolce” “Ma poi ti sei più operato?” “Ho fatto la riduzione del pisello: era troppo grosso” Entrando d'inverno in una casa particolarmente gelata “Fa più freddo dentro che fuori!” Sul treno “Qui si sale?” “No, se scende” “Io sono acquario” “Io vergine” “Tu in tutti i sensi!” Una ragazza sfiora per errore il braccio di uno ragazzo “Per caso sei scaramantica?” “Perché?” “Eh, tocchi ferro!” “Ma che te buchi con l'acqua delle mozzarelle?! Ma che te sei fumato, ahò! Cambia spacciatore!”
Per sfottere uno con la riga in mezzo “Quello c'ha la testa a gettone telefonico!” Quando la macchina davanti va particolarmente piano “Questo sta andando ad un funerale” “Certo che a te t'entra in culo ma non in testa!” “Mi raccomando, stasera tutti davanti alla TV!” “Perché?” “Perché dietro non si vede niente” “Mi sa che tu da piccolo sei cascato dal seggiolone” “Te con i preservativi ci fai i gavettoni a ferragosto” “Quello è così zerbino con le donne che c'ha scritto 'welcome' sulla schiena!” Vedendo delle prostitute “Ma quelle non hanno freddo ad aspettare l'autobus così?” “T'apro come una cozza!” Vedendo uno con un cellulare molto grande in quanto datato “Quello che è, un telecomando?” o “Che va a gettoni?” Ad un tipo spettinato “Ti sei pettinato con le miccette?” o “Hai preso la scossa?” Ad un tipo con troppo gel sui capelli “Pare che t'ha leccato una vacca!” “Non ci vedi e non ci senti: sei una talpa!” “Ah stronzo!” “Guarda che per riconoscere uno stronzo ce ne vuole un altro, eh” “Ma come hai fatto a non trovare 'sta cosa così in bella vista?! Se era un cane t'aveva mozzicato!” “Sei sicuro?” “Sì” “L'accendiamo?” “Vaffanculo!” “Vacce e te e tre quarti della tua palazzina” “Questo lo dici a tua sorella!” “Te mi sa che sei frocio!” “Chiediglielo a tua madre se sono frocio” o “Portami tua sorella e te lo faccio vedere se sono frocio” “Quelle sono le Tre Grazie: Grazia, Graziella e Graziealcazzo” “Che ore sono?” “L'ora di ieri a quest'ora” o “L'ora che ti compri l'orologio” Quando uno arriva con i pantaloni un po' troppo corti sulla caviglia o 'a pinocchietto' “Ti si è allagata casa?” Ad un automobilista che esita quando scatta il verde “I colori sono finiti, eh...” Quando il verde al semaforo non arriva mai “'Sto semaforo è verniciato” “Ammazza quanto sei astuto! Che ti mangi pane e volpe?” “Quanti anni ha?” “Venticinque” “Seee, per gamba!” “Hai una sigaretta?” “Sì” “Hai anche da accendere?” “Vuoi anche che te la fumi io?” A qualcuno che chiede troppe cose “Una fetta di culo tagliata vicino all'osso la vuoi?” “Quella è bruttissima” “Vabbè, dai, se le metti un cuscino in faccia (o una busta in testa, N.d.R.) si può fare” o “La fica è tutta uguale” “Quello è troppo basso” “L'uomo si misura in centimetri” o “Da sdraiati siamo tutti uguali” “'Sta macchina è uno scaldapizzette” “'Sto motorino è uno scaldabagno” “Rambo, levati la fascetta, ché il film è finito!” “Hai le orecchie foderate di prosciutto?” “Hai il prosciutto sugli occhi?” “Quello ha la testa solo per spartire le orecchie” “Quello ha un occhio che manda a fanculo quell'altro” “Hai il fisico da lanciatore di coriandoli” o “da soffiatore di minestrine” o “da giocatore di scacchi” “Col naso che si ritrova la carta d'identità non gli si chiude” “Ha due orecchie così grandi che ci capta il segnale radio” “Ah fate! Ah fate schifo!” “Amo'! Amo'! Ah mostro!” “Ammazza che alito! Ma che ti mangi, i bambini morti con le scarpe da ginnastica?!” o “ Ma che ti mangi, i topi morti?!” Alla cameriera per fare i fighi dopo aver scolato in fretta una bottiglia “C'hai portato la bottiglia bucata!” Ad una commessa “Quanto costa? Sei anche tu compresa nel prezzo?” “Come si fa?” “Come gli antichi” “Vuoi fare sollevamento pesi? Alzami il cazzo” “Quella è sarta: sarta da un cazzo all'altro”
“Non siamo noi ad essere razzisti: sono loro che sono negri!” “Quella lì hai un culo che fa provincia” “Ho i calzoni così sporchi che tra un po' stanno dritti da soli e camminano” “E' uscito meglio Pinocchio con una sega che te con una trombata” “Era meglio che tuo padre si faceva una sega quella sera” “Ma che ti credi, che Gesù Cristo sia morto dal freddo?” “Faccio prima a farti un vestito che a portarti a cena” Ad una persona che mangia moltissimo “Da quant'è che non mangiavi?!” o “Hai il verme solitario!” o “Sembra che non hai mangiato mai!” A qualcuno particolarmente panciuto o ad una donna incinta “Guarda che il cocomero si mangia a fette...” “L'hai guardata talmente tanto che ci hai lasciato gli occhi su quelle tette!” “Quello ha due occhiali che sembrano fondi di bottiglia!” Quando qualcuno sgassa in auto od in moto “Facci con il culo!” “Sei proprio sfortunato! Tu devi andare a Lourdes!” “Sono stato a Lourdes” “Trovato chiuso?” “Hai una cartina?” “Ti sei perso?” “Quella lì la violenterei” “Tsk, quella ti violenta lei! Se ti prende il cazzo non lo rivedi più!” “Quella per scoparla ci vogliono tre giorni di ferie e due di malattia” o “ci vuole la superiorità numerica!” “Guarda che mi incazzo!” “Embè? Fai due fatiche” “Ti riduco così male che nemmeno tua madre ti riconosce” Sull'aereo “Capo, apri il finestrino!” Vedendo una macchina di lusso parcheggiata “Sai, l'ho lasciata qui...Passami le chiavi” “Allora?” “Sessanta minuti” “Quella non è brutta: è simpatica” “Il fumo uccide lentamente” “Tanto non abbiamo fretta” Ad uno che sta montando qualcosa “Ti sono avanzati i pezzi” “Sei così magro che se tira vento ti porta via” “Parla più forte” “Mica sono un megafono!” “Questa non è una battuta, è una schiacciata” Quando il treno si ferma lungo il percorso “Abbiamo bucato” “Come stai?” “Seduto” “Un applauso” “Clap” “Eccì!” “Salute” “Che se ne va” “Etciù! Ecciucciamelo!” “Carino, quello lì. Peccato sia un po' piccolo...Va be', è un C.B.C.R.: cresci bene che ripasso” A cena da un amico “Ho mangiato davvero bene!” “Ora ti porto il conto” “Prego, siediti” “No, grazie, sto in piedi, ché devo crescere” “Ti senti bene?” “No, grida più forte” “Mi dai un bicchiere d'acqua?” “No, scusa, ce ne ho solo di vetro o di plastica” Ad una persona che hai i calzoni sgarrati “Hai fatto a botte col gatto?” (battuta usata anche all'indirizzo di qualcuno con i capelli particolarmente arruffati, N.d.R.) Ad uno con una catena o fibbia borchiata come collana “Ti hanno messo il collare? Il guinzaglio dove lo ha lasciato?” “Mi fa male il braccio” “Troppe seghe!” “Tu da che ti mascheri per carnevale?” “Io sono già mascherato così” “Che aspetti a toglierti la maschera? Il carnevale è finito” “Quando si ubriaca è proprio pazzo!” “Quello è così pure da sobrio” “Ahò, ma io bevo e voi vi ubriacate?!” “Mangi più della Democrazia Cristiana!” “'Sta macchina mi costa quanto una figlia femmina” “Ammazza quanto fumi! Sei una ciminiera”! “Conosci l'undicesimo comandamento? 'Fatti i cazzi tuoi” “Io te lo presto, ma si chiama Pietro...” “Quando ti sposi? L'otto: lotto per non sposarmi” “Voglia di lavorare saltami addosso...” “Maria De Filippi è il marito di Maurizio Costanzo” “Hai preso la patente?! Un nuovo pericolo pubblico! Da oggi col casco pure a piedi!” “La patente l'hai presa con i punti del Fruttolo?!” “Mi sono laureato in medicina!” “Un altro con licenza di uccidere” In occasione di un diciottesimo “Ora che sei maggiorenne puoi andare in galera!” “Ammazza quanto mangi! Ma tua madre non ti dà da mangiare?” Detto da quello a cui al ristorante portano per ultimo il piatto o si dimenticano di portarlo “Io sto a dieta” Ad una brutta “Ah bella de notte!” Quando qualcuno si mette davanti ostacolando la visuale della persona dietro “Sei bello ma non sei trasparente” “Prendimi questo. E anche questo. E anche questo” “Vuoi che ti faccia la spesa?” “Mi dicono dalla regia...” “Se non sono matti non ce li vogliamo” “Se non sono complicate non ci piacciono” Quando qualcuno ci mette troppo a fare qualcosa “Guarda che uno c'è morto...” “Dopo tre sgrullate è pippa” A tavola “Adesso che si mangia tutti zitti, eh!” “Questa pietanza si mangia con le mani” “Io pensavo si mangiasse con la bocca” “Ammazza che tette piccole! Quella non c'ha nemmeno la prima: c'ha la retromarcia!” “Ti cambio il piatto?” “No, tanto poi nello stomaco si mischia tutto” “Se continui così, ti raccogliamo con il cucchiaino” “Io suono il pianoforte” “Io al massimo il campanello!” “Caspita quanto pesa queste valigia! Cosa ci hai messo, un cadavere?!” Quando al ristorante tardano a portare la pizza “Sono andati a cogliere il grano” “Non fare la preziosa, ché ti si rubano” “In questo traffico ci puoi morire di vecchiaia” “Oh, con te ci vuole il dizionario Nome dell'interlocutore-Italiano Italiano-Nome dell'interlocutore” 15 Ottobre 2007
Uomini E Balle
Maria De Filippi dice una sequenza di parole con la R, per smorzare i toni polemici.
Uomo col bloc-notes: ( passeggia intorno a banale sfogliando il b.n. )
Esterna con il ragazzo che studia antropologia:
In studio: |